giovedì 23 maggio 2013

Isola San Nicola - Arcipelago delle Tremiti

VIAGGIO FOTOGRAFICO
NELL'ARCIPELAGO 
DELLE ISOLE TREMITI. 
parte 1


ISOLA SAN NICOLA


L'arcipelago delle Isole Tremiti fa parte di un complesso monoclinale ovvero di un corpo roccioso con immersione verso sud-est.

L'Isola di San Nicola è databile al Pliocene inferiore (circa 4 milioni di anni fa).

E’ costituita da dolomie e calcari dolomitici di colore biancastro e giallastro, è una roccia porosa a stratificazione indistinta e soggetta a visibili fenomeni carsici che hanno provocato nel corso del tempo il formarsi di diverse  grotte.

I corpi rocciosi che formano l’isola sono interessate da molte fratture di diverse dimensioni, visibili soprattutto dal mare. questo fenomeno rende instabile la struttura dell’isola.

In particolare sono due le faglie a cui ci si rivolve l’attenzione, una coincide con il fossato sotto il ponte levatoio della fortezza e l’altra si trova fra la
torre del cavaliere e il pianoro, da qui il nome della zona “tagliata” che sembra dividere in due l’isola.


L’Abbazia di Santa Maria a Mare nacque originariamente nel IX sec. come cella appartenente all’Abbazia di Montecassino

Nel XI sec. la comunità monastica aveva vasti possedimenti che si spandevano dalle Saline di Siponto fino ai territori di Chieti.
 
Nel 1081, ottenne la propria autonomia diventando l’abbazia più potente della Daunia.
Era fornita di navi che utilizzava peer l’esportazione di sale, legumi e l’esercitazione del diritto di pesca.

Nel 1237 subentrarono i Cistercensi che ristrutturarono la chiesa e il convento munendolo di un efficace sistema di fortificazione.

Nel 1412, Gregorio XII, affidò il monastero ai monaci Lateranensi, che ampliarono il convento, restaurarono la Chiesa e garantirono una maggiore sicurezza contro i pirati e i Turchi.

Nel 1676, per difficoltà politico-economiche i Lateranensi abbandonarono l’isola e nel 1782 venne soppressa da Ferdinando di Borbone.

In periodo fascista divenne luogo di pena e di confino.



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 IL CAVALIERE DEL CROCIFISSO

Questa struttura difensiva risale alla seconda metà del XIII secolo per opera dei monaci Cistercensi.

Alla sinistra è possibile ammirare l’imponente muro della torre circolare e per difendere l’ingresso, in alto,  un’ampia caditoia per il lancio di pietre.

Sull’architrave della porta è possibile leggere la scritta in latino, scolpita dai Canonici Lateranensi nel XVI secolo, COTERET ET CONFRIGET (stritolerà e spezzerà) che intimidiva e avvertiva chi volesse con forza oltrepassare quella soglia.

 
Sulla sinistra, una scimitarra e un arco incrociati simboleggiano la forza delle armi musulmane  dell’Impero Ottomano.



Sulla destra, scolpito, un elmo, bastone di comando e scudo richiamano l’Occidente e la cristianità.



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Con l’arrivo dei monaci Lateranensi, in età aragonese (fine XV sec.), iniziarono grandi Opere di restauro. 

Il muro e le due torri vennero fortificate, per inserire nello spazio tra la vecchia e la nuova costruzione muraria i corridoi per le fuciliere. 

I buchi visibili nel muro sono le feritoie “a toppa” da cui sparavano gli archibugi.















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LA FORTEZZA-ABBAZIA

Simbolo dei Monaci Lateranensi
L’attuale struttura della fortezza-abbazia rispecchia quasi la stessa situazione come veniva descritta nel Cinquecento.

Nel medioevo la facciata della fortezza era composta solamente dalle due torri quadrate angolari, sporgenti dal muro.

Per difendere il portone principale venne costruita un ponte levatoio in legno e la torre rotonda, in origine provvista di merli e di sporgenze con fori per il tiro verticale dall’alto.

Tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento ci fu un progetto per un ulteriore struttura di difesa davanti alla torre.



Torre quadra

particolare Torre Quadra


Cisterna all'interno della Torre Quadra
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IL REFETTORIO


Il refettorio, risalente al periodo dei Cistercensi è aperto sul primo chiostro e affacciato sul mare, poco distante vi era la cucina. 

Da qui un corridoio portava all’infermeria e all’abitazione del medico.

Recenti indagini hanno portato alla luce una cisterna in muratura ricavata parzialmente dalla roccia. 

Dagli strati più profondi sono stati rinvenuti reperti ceramici collocabili a età romana forse anch’esso relativo ad un antico sistema di raccolta delle acque.
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LA FACCIATA DELL'ABBAZIA
 

La facciata dell’Abbazia di Santa Maria a Mare è costituito da un portale rinascimentale sormontato da un rosone.

La facciata dell’Abbazia di Santa Maria a Mare è stata scolpita dagli scultori Andrea De Alexio e da Niccolò di Giovanni Cocari, commissionata dal priore dell’epoca Padre Ambrogio da Milano nel 1473.


Nel livello più basso, molto eroso dal tempo, è scolpito un bassorilievo raffigurante Sant’Agostino. 

Nella parte superiore c’è l’altorilievo con gli apostoli ai piedi dell’Assunta.
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I MOSAICI

All’interno è collocato un pavimento fatto da mosaico policromo risalente all’XII sec., raffigurante una diomedea al centro e ai lati ghirlande, simboli cristiani, uccelli e altri animali.

I mosaici sono presenti dall’ingresso e sparsi in quasi tutta la chiesa con colori dominanti come il bianco, il rosso e il nero.

E’ ancora sconosciuto il periodo e la manifattura dell’opera.

Grifo alato al centro della Chiesa

Il particolare che attira l’attenzione  è il disegno centrale; 
un grifo con ali gialle. 

Agli angoli del mosaico centrale sono raffigurati, in piccoli tondi, l’immagine della Diomedea,  uccello tipico e mitico delle Tremiti e negli spazi vicini ci sono pesci.

particolare del mosaico centrale

il Crocifisso

Acquasantiera del periodo lateranense
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IL POLITTICO VENEZIANO


Opera databile al XV secolo. 

Nella parte centrale è rappresentata l’Incoronazione di Maria Vergine e l’Assunzione della Vergine circondata dagli Apostoli.

Nelle nicchie vi sono statue raffiguranti
San Michele Arcangelo, 
San Giovanni Battista, 
Sant’Agostino, 
San Nicola di Bari, 
San Benedetto, 
San Gregorio Magno.







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IL CHIOSTRO ANTICO


Adiacente alla Chiesa è sito il Chiostro Antico, costruito all’epoca dei Benedettini nella prima metà del’XI secolo.

Nel tempo fu soggetto a massicce trasformazioni che ne hanno alterato la struttura originaria.

L’aspetto attuale del Chiostro Antico è la conseguenza  degli interventi avvenuti in età borbonica, per risolvere problemi legati ai frequenti terremoti che hanno colpito l’isola.

Furono sostituiti grossi pilastri al posto di colonnette per sostenere le nuove volte a crociera.

Queste ristrutturazioni hanno alterato l’elegante aspetto estetico che i Benedettini avevano creato.







IL POZZO DEL VECCHIO CHIOSTRO
Il pozzo presente nel primo chiostro raccoglie l’acqua da una grande cisterna di raccolta sotterranea.

Da sempre presente fu rifatto in età borbonica durante i lavori di ristrutturazione, sicuramente in data 1793, come scolpito su di esso insieme ad una ghirlanda che circonda un ‘uccello, la mitica diomedea, simbolo delle Tremiti.













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IL CHIOSTRO NUOVO

Adiacenti alla Chiesa ci sono due chiostri di dimensioni e età diverse.

L’altro chiostro, più grande, costruito dai Canonici Lateranensi è costituito da portici e da una lunga balconata panoramica, qui è presente anche un pozzo, 
chiamato “Pozzo della Meridiana”.
Pozzo delle Meridiana
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IL CAVALIERE DI SAN NICOLO'

 
Affaccia ad est oltre la “tagliata” sul grande pianoro.

E’ costruito direttamente sulla roccia con al centro un grande piombatoio circolare con scivolo per la difesa dello stretto passaggio sottostante.

Ai lati, le torri più piccole, attualmente in parte crollate, controllavano tramite feritoie le fiancate dei muri di cinta.



















Strada rupestre che porta dalla Fortezza al Cimitero delle Tremiti, in località "Pianoro"
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MONUMENTO AI CADUTI LIBICI

Monumento dedicato ai 444 libici deceduti negli anni 1911-1912 alle Isole Tremiti per motivi di pestilenza.
















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ASPETTI NATURALISTICI DELLE ISOLE TREMITI
Cisto di Clusio
La situazione attuale rispetto al periodo del  Medioevo era molto diversa; 

l’isola ospitava molti più abitanti che coltivavano la terra e raccoglievano una vasta varietà di frutti.

Attualmente le piante presenti nel pianoro dell’isola ci sono grazie ai semi portati dal vento dette “pioniere”.

La vegetazione e per lo più composta da piante a basso fusto e arbusti, tra cui il lentisco, il cisto, la reseda, la scilla e il marubbio, note anche per le loro proprietà medicinali.

In primavera è possibile ammirare i magnifici colori della fioritura del boccione e la tamerice.

Le specie endemiche di questo magnifico luogo sono lo Scuderi e la Centaurea o Fiordaliso delle Tremiti.








Garganistan ® 2013

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